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Le diverse date “imposte” dalla tradizionese date “imposte” dalla tradizione

Nelle chiese e nelle case, i presepi vengono installati diversi giorni prima di Natale, ma la data varia. Secondo alcune tradizioni, viene fatto la prima domenica di Avvento.

L’Avvento è il periodo di preparazione alla nascita. Varia da 21 a 28 giorni poiché copre 4 domeniche. Altre date che di solito vengono utilizzate è la festa di San Nicola, il 6 dicembre, o il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre. Infine, una data molto diffusa è quella dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre.

Quest’ultima data deriva da una decisione di Papa Pio IX, che nel 1854, nella sua bolla Ineffabilis Deus, proclamò che Maria era stata preservata dalla macchia originale fin dal primo momento del suo concepimento.

In altre parole, l’usanza di mettere insieme una mangiatoia e un albero quel giorno è piuttosto recente e non ha basi nelle vecchie tradizioni e ciò nonostante, si è diffuso molto rapidamente.

Alcuni assemblano l’intera mangiatoia con ogni statua presepe dall’inizio anche se è molto comune posizionare il bambino Gesù solo a mezzanotte del 24.

Tra gli animali che compongono il presepe vi è l’asino, l’animale con cui viaggiava la Sacra Famiglia e il bue che dava calore al bambino. I pastori con le loro pecore sono lì perché sono stati i primi a ricevere la notizia della nascita. Una stella è anche solitamente posizionata in alto per simboleggiare quella che, con la sua particolare luminosità, ha guidato i tre Re Magi che venivano dall’Oriente in cerca di Gesù per portare dei doni. Questi sono di solito accompagnati da altri animali più esotici, come cammelli, cavalli e persino elefanti.

L’umiltà dei presepi al pari dell’insegnamento cristiano

Il messaggio molto forte che ne deriva è quello dell’umiltà della scena. Il figlio di Dio nasce in una stalla e i suoi primi visitatori sono semplici pastori. Gesù è nato povero tra i poveri.

Nella sua ultima omelia dell’Epifania prima di dimettersi dal papato, il 6 gennaio 2013, Joseph Ratzinger, oggi Papa Emerito Benedetto XVI, ha dichiarato che i pastori sono i primi ospiti del neonato sdraiato nella mangiatoia, personificano le anime povere e in generale chi vive interiormente in grande vicinanza con Gesù. I Re Magi arrivano invece dall’Oriente personificando i popoli del mondo che si mettono in cammino per conoscere il figlio di Betlemme, onorano in lui il Figlio di Dio e si prostrano davanti a lui con dei regali degni di un re.

Al di là del loro simbolismo religioso, nel corso della storia, i presepi sono stati oggetto di ispirazione artistica, sia nelle loro espressioni più raffinate che nelle semplici manifestazioni della fede popolare.

I presepi nel corso della storia

Vietando le esibizioni pubbliche di Natale, come parte della sua politica anticlericale, la Rivoluzione francese ha incoraggiato l’usanza di installare mangiatoie private nelle case. Le nascite vengono quindi ripiegate nelle case come un modo per compensare il vuoto causato da questo divieto.

È attribuito ai gesuiti di Praga, nel XVI secolo, l’apparizione di presepi come si intendono oggi.

Consapevoli della forte devozione e dalla volontà di celebrare il Natale da parte dei cristiani, i gesuiti diffondono la pratica dei presepi in tutta la cristianità attraverso modelli ridotti come quelli usati oggi, come un modo per rafforzare la catechesi nel quadro della Controriforma.

Nel corso della storia, i presepi hanno conquistato altri luoghi oltre alle chiese: edifici pubblici, aziende, piazze. In ogni paese acquisiscono ancora oggi tratti particolari legati alle tradizioni e al folklore locali.