L’attacco di Israele contro i siti nucleari iraniani e la successiva risposta di Teheran – una pioggia di droni diretta verso obiettivi israeliani – hanno ulteriormente acceso la già elevata tensione in Medio Oriente. Come spesso accade in scenari di escalation militare, i mercati finanziari globali hanno reagito con volatilità, ma anche con movimenti selettivi a favore di determinati asset. In particolare, i titoli legati al comparto energetico e della difesa, oltre ai beni rifugio come oro e petrolio, risultano essere tra i principali beneficiari dell’attuale contesto geopolitico.
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Tensione in Medio Oriente e impatto sui mercati: focus su Piazza Affari
Contrariamente alle aspettative di alcuni analisti, l’apertura odierna di Borsa non ha registrato un crollo generalizzato del Ftse Mib. L’indice ha sì aperto in calo, ma la pressione ribassista è stata in parte compensata dal rally delle società attive nei settori oil & gas e difesa. Una dinamica tipica in momenti di alta tensione: i trader ricalibrano i portafogli riducendo l’esposizione ai comparti ciclici o sensibili al sentiment, e concentrano gli acquisti su quei titoli in grado di beneficiare del contesto geopolitico.
Dopo circa un’ora dall’avvio degli scambi, il Ftse Mib limita il calo a circa l’1,2%, sostenuto in particolare dalle forti performance di Eni e Leonardo. Tuttavia, a fronte dei “verdi” messi a segno da questi titoli, si registrano vendite marcate su bancari selezionati, Nexi e Brunello Cucinelli. Gli investitori sembrano dunque privilegiare logiche di selettività piuttosto che rotazioni settoriali complete.
In questo quadro, va segnalato anche il crescente interesse per i servizi di trading su azioni italiane, come quello recentemente lanciato dal broker eToro, che punta a offrire condizioni competitive per gli investitori nazionali.
Le azioni ENI galvanizzate dal rialzo del petrolio
L’escalation tra Israele e Iran è avvenuta in un orario in cui i mercati energetici statunitensi erano già attivi. La prima reazione, infatti, si è vista proprio sul fronte del petrolio: a New York, il contratto con scadenza luglio 2025 ha toccato quota 73,5 dollari al barile, registrando un balzo significativo.
Questa impennata ha avuto riflessi diretti sulle azioni petrolifere europee. In particolare, a Piazza Affari, ENI è immediatamente balzata in testa al Ftse Mib, registrando alle 10:30 un progresso dell’1,6% e portandosi in area 14,1 euro per azione.
Grazie a questo slancio, il titolo del Cane a Sei Zampe consolida una performance positiva sia su base mensile (+6%) che annua (+1%). Il movimento rialzista si è esteso anche ad altri titoli del settore oil & gas: Saipem guadagna lo 0,4%, mentre Tenaris si attesta su un +0,2%.
La crescita del prezzo del greggio, spinta dal rischio geopolitico in Medio Oriente, potrebbe mantenere alta l’attenzione degli investitori sul titolo ENI per tutta la seduta.
Valutazioni degli analisti: spazio per un ulteriore rialzo?
Nonostante la volatilità del contesto macro, ENI continua a beneficiare di giudizi generalmente favorevoli da parte degli analisti. Banca Akros ha recentemente confermato il rating “buy”, seppur abbassando il target price a 17 euro. Anche Jefferies, mantenendo una view positiva, ha rivisto il prezzo obiettivo a 15,1 euro.
Entrambi i livelli restano superiori alle attuali quotazioni del titolo, lasciando intendere un potenziale di upside in caso di ulteriore rafforzamento del comparto energetico.
Azioni Leonardo: la difesa guadagna terreno sulla scia della crisi
Oltre al petrolio, un altro settore che tende a beneficiare nei periodi di crisi è quello della difesa. In questo scenario, Leonardo si distingue come secondo miglior titolo del Ftse Mib. In questo caso, il rialzo non è legato alla dinamica del greggio, ma esclusivamente alla tensione geopolitica in sé.
Il titolo, dopo una fiammata iniziale che lo ha visto toccare un massimo intraday oltre i 50 euro, ha parzialmente corretto, mantenendo comunque un rialzo dell’1% a metà mattinata.
Performance e outlook su Leonardo
Leonardo si presenta con uno storico recente molto solido: +7% nell’ultimo mese e un imponente +112% su base annua. Un rally che ha spinto alcuni analisti a modificare l’orientamento. Banca Akros, ad esempio, ha abbassato il rating a “neutral”, pur mantenendo un target price a 52 euro, lievemente sopra le attuali quotazioni. In controtendenza Deutsche Bank, che ha invece confermato la raccomandazione “buy”.
Conclusioni: una Borsa selettiva, non immune dal rischio
La giornata borsistica odierna dimostra ancora una volta come i mercati, pur in presenza di eventi geopolitici gravi, non reagiscano in modo uniforme. L’effetto selettività è predominante: si premiano i titoli in grado di trarre vantaggio dalle dinamiche in corso, come ENI e Leonardo, mentre si penalizzano asset percepiti come meno resilienti.
L’andamento di ENI in particolare evidenzia come le tensioni internazionali possano fungere da catalizzatore per le quotazioni petrolifere. Le prospettive per il titolo restano orientate al rialzo, sostenute da fondamentali solidi e dal contesto favorevole per il settore energetico.
Tuttavia, è opportuno sottolineare che si tratta di un equilibrio fragile, soggetto a repentini cambi di scenario. Gli investitori dovrebbero mantenere un approccio prudente, valutando attentamente la componente di rischio sistemico che permane elevata.







